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Il giro d'Italia (2009)

Viaggio tra le storie di un Paese che non c’è

a cura di Sonia  Antinori

Una rassegna che attraverso storie e memorie disegna un’ideale geografia culturale di questa Italia instabile, sfuggente e maliarda. Un percorso in cui i destini individuali e le tragedie collettive sono inscritti nello stesso paesaggio e osservati dalla prospettiva di uomini di oggi, autori e attori che fanno con il teatro quello che un tempo facevano i filosofi: porsi delle domande. E lo fanno attraverso l’esibizione dell’abilità, così che la gente, incuriosita, faccia ala attorno a loro e ne senta il coraggio, lo sforzo e la speranza che ancora possono accendere l’incanto. La sospensione dell’incredulità.


MARATONA DI NEW YORK
di Edoardo Erba

interpretato e diretto da Cristian Giammarini e Giorgio Lupano
assistente Caterina Panti Liberovici

luci Mauro Marasà
video Massimo Federico
operatore video Roberto Bidona
direttore di produzione Francesca Moretti
ufficio stampa Beatrice Giongo

si ringrazia per la collaborazione Franca Nuti

Ai facili espedienti linguistici che solleticano l’epidermide del pubblico, Edoardo Erba preferisce i rebus. I suoi personaggi, all’apparenza realistici grazie a un dialogo minimalista e quotidiano, rivelano via via la loro vera condizione, con uno spostamento di linguaggio che trascolora nel fantastico. Maratona di New York presenta due uomini che corrono e per dimenticare il dolore fisico parlano, evocando un passato in cui è annidato un mistero. Geniale l’intuizione di far correre surplace i due attori per tutta la durata dello spettacolo, costringendo i loro fiati a uno sforzo crescente e necessario. La finzione lentamente è svelata e riportata alla sua verità fisica. L’enigma della morte è magistralmente fatto carne.


RADIO CLANDESTINA
di e con Ascanio Celestini

Il 24 marzo 1944 a Roma nella cava delle Fosse Ardeatine si è consumato l’episodio forse più emblematico della barbarie nazista in Italia: 335 tra ebrei, sospetti antifascisti e immigrati italiani vengono uccisi per rappresaglia. Alessandro Portelli ne scrive un libro, in cui raccoglie e rielabora centinaia di testimonianze. E’ da qui che Celestini fa nascere il suo dialogo immaginario tra una bassetta analfabeta e il personaggio Ascanio, il nipote del sor Giulio, quello che lavorava al cinema Iris a Porta Pia, infondendo alla vicenda tragica quella levità, quel popolare senso dell’umorismo e dell’assurdo che lo contraddistinguono. Risultato è un lavoro che restituisce l’idea che la storia personale di ciascuno vive nella Storia, pur abitandone soltanto la periferia.


TARGATO H
di e con David Anzalone
regia e musiche Alessandro Castriota

Targato H è uno spettacolo comico il cui filo conduttore è il costante ribaltamento in chiave ironica delle concezioni comuni che si hanno nei confronti dell’handicap e dell’handicappato. Targato H è una rappresentazione di due modi di intendere la vita. L’ottusità di chi si lascia ingabbiare dal pregiudizio opposta alla consapevolezza di chi guarda in faccia alla realtà la chiama con il proprio nome e per questo ne esce vincente. Proprio partendo da una presa di coscienza della propria condizione di portatore di handicap si può abbattere quella cultura caritatevole che genera il pregiudizio. Dalla narrazione del quotidiano, rielaborato in chiave comica, scaturisce la risata che demolisce la classificazione castrante tra normalità/anormalità e fa riflettere sulle iniquità che albergano nella vita di tutti i giorni.


Il TEATRO NON è ACQUA

Incontro tra stampa, pubblico e artisti sul teatro contemporaneo. A seguire reading de Lo Sbagliato di Francesca Sangalli
con l’autrice, Fiorenza Montanari, Edoardo Nocelli e la partecipazione straordinaria di Massimiliano Speziani

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