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Data:
18.12.2016     
Orario:
17:00
Luogo:
Castelfidardo (AN)
Indirizzo:
Via Giacomo Matteotti, 51, 60022 Castelfidardo AN, Italy

Collettivo ØNAR, SuperVanvere! e MALTE
in collaborazione con il Comune di Castelfidardo
presentano

CondiVisioni
playground multimediale

CondiVisioni è una piccola costellazione di performance ed eventi che si inseriranno in maniera inusuale e animata negli spazi pubblici di Castelfidardo in occasione delle attività natalizie previste per le prime tre domeniche di dicembre (4/12, 11/12, 18/12).
Un invito a incontrarsi creativamente, basato sull’immediatezza e l’inclusione, che non si preclude la sperimentazione tecnologica e anzi si diverte a utilizzarla per discutere della nostra contemporaneità e riscoprire quel rapporto fondamentale, da pari a pari, tra artisti e spettatori.

Gli eventi di CondiVisioni:

Benchmarks
Improvisazione teatrale
a cura di: Giacomo Lilliù e Nicholas Tiranti
Una coppia di personaggi si incontra su una panchina. Si conoscono? Da dove vengono? Chi o cosa aspettano? Starà al pubblico deciderlo e a due improvvisatori realizzarlo in una serie di brevi sketch autoconclusivi, che trarranno spunto dai suggerimenti degli spettatori, dalle loro compere, dai progetti per le Feste, dalla realtà che li circonda.

Busking Machine
Performance musicale interattiva
a cura di: Reesut e Aspect Ratio
Reesut proporrà ai passanti un soundscape elettronico evocativo e dalle tinte ambient (composto a quattro mani con Aspect Ratio) e inviterà adulti e bambini a prendere parte attivamente all’esibizione. Tramite interventi vocali e musicali, per i quali saranno messi a disposizione un microfono e qualche strumento, il pubblico potrà liberamente incidere e indirizzare il processo di produzione musicale. Il prodotto di questi interventi sarà ripreso dal vivo e processato digitalmente per essere amalgamato alla traccia di partenza, divenendo così parte del live. Dalle 19:00, Busking Machine diventa anche una open call per i buskers e i musicisti che vorranno dare luogo a una jam session elettroacustica, improvvisando assieme a Reesut e aggiungendo il proprio “cappello” per le offerte del pubblico.

Digi Mini Pini Painting
Digital art interattiva
a cura di: Sarah Santa e Leonardo Recanatini
L'artista Sarah Santa sarà a disposizione di grandi e piccoli, assecondando la loro fantasia e pitturando loro "addosso" con l'aiuto di una tavoletta grafica, di un videoproiettore e di uno schermo. Si entrerà all'interno di uno spazio tanto virtuale quanto reale, una sorta di fumetto contestuale dalle svariate possibilità che prenderà vita grazie ai partecipanti.

Easy Fab-Lab
Laboratorio di scenografia
a cura di: Lodovico Gennaro
È sempre tutto troppo pre-preparato, pre-organizzato, pre-confezionato, tutto pronto per l’immediato utilizzo. E sporchiamoci le mani, per una volta! Aperto anche ai più piccoli, questo mini-laboratorio invita e sfida i passanti, improvvisando nell’arco di tempo di 15 minuti, a modificare creativamente materiali quotidiani di scarto per creare qualcosa di nuovo, che siano semplici oggetti, strumenti musicali essenziali o semplici costumi di scena, che potranno poi essere integrati nelle scene di improvvisazione e nella Busking Machine. Non conta tanto il risultato, quanto il processo in sé: da un accumulo di materiali che verrebbero gettati se ne crea qualcosa che viaggerà per la città, e la renderà viva.

Organizzazione: Cristina Totaro
Progetto grafico: Enrico Pangrazi

Inizio eventi ore 17:00
Info: https://fb.com/CollettivoONAR

 

 

Categoria Teatro | Visualizzazioni 1359

NELLA GIUNGLA DELLE CITTA'. L'IRRUZIONE DEL REALE. 1


Anche nell’era della rivoluzione mediatica, l’arte continua a indagare il mondo reale. Il teatro poi permette di rappresentare la complessità umana attraverso la moltiplicazione dei punti di vista. “Il destino dell’uomo è l’uomo” sosteneva Brecht, nell’intento di capire e far capire azioni umane, pulsioni e istanze a esse sottese.
E’ con questi presupposti che sono partiti i tre gruppi teatrali Jungle People, esperimenti laboratoriali con immigrati e migranti, impegnati in una vera e propria palestra di democrazia attraverso lo studio de Nella giungla delle città, un lavoro di Bertolt Brecht sulla natura antagonista dell’essere umano.
ll primo appuntamento, a Senigallia, è un lavoro site specific e itinerante espressamente concepito nelle stanze della Rocca Roveresca, con le sue suggestive atmosfere. Le voci dei testimoni che raccontano le loro storie si intrecciano qui a modelli narrativi classici in un’esperienza immersiva ambientata in uno spazio labirintico che allude al grande meccanismo della Storia e al suo rapporto perverso con il singolo.

NELLA GIUNGLA DELLE CITTA'. L'IRRUZIONE DEL REALE. 2


Nella giungla delle città. L’irruzione del reale prende a pretesto il lavoro del drammaturgo tedesco per avviare un confronto a partire dal principio di universalità che è il fondamento della civiltà europea. La comprensione dell’altro come depositario di regole e valori differenti comporta necessariamente una messa in discussione del proprio punto di vista, un problema di coscienza e di diritto: una polarizzazione in cui legge e comandamento morale sono contrapposti. In un clima esacerbato in cui il tema dell’incontro con l’altro si trasforma di giorno in giorno nella sua variante più aggressiva di conflitto con l’altro, riaffiora la necessità di affrontare il tema della tolleranza.
Nel secondo momento del lavoro, proporrà uno spettacolo popolare, non a caso collocato nella magnifica cornice di Piazza Federico II, simbolo della vicenda federiciana e della sua visione di governo sovranazionale e multiculturale. Qui il gioco scenico prende a prestito le forme e i colori del mercato, della piazza, della festa e del carnevale in una rappresentazione del mondo esagerata e muscolare, vitalistica e disperata, in un dialogo fatto di voci, corpi, impulsi che spingono alla riformulazione di una sorta di oggettività post-culturale, umana, appunto.

 

NELLA GIUNGLA DELLE CITTA'. L'IRRUZIONE DEL REALE. 3


Gli immigrati dei nostri territori vivono una condizione di separazione. Pur abitando nei nostri quartieri, essi vengono guardati con sospetto: nelle città crescono muri invisibili. Il loro desiderio di raccontarsi trova raramente spazio. Isolamento e ghettizzazione ostacolano naturali processi di conoscenza reciproca, alla base di ogni politica di inclusione. E’ per questo che le azioni sceniche sono state espressamente ideate per siti di alto valore estetico e simbolico, così da articolare una drammaturgia spaziale che, nel presentare tre elementi architettonici classici (il castello, la piazza e la porta), connota l’azione intrapresa come paradigmatica di una nuova città ideale, aperta, accogliente.
Il terzo dei tre appuntamenti ha trovato collocazione all’interno della struttura del lazzaretto, nella Mole vanvitelliana: spazio ampio e circoscritto al tempo stesso, sorta di castello sotto il cielo, che ben esprime l’idea sintetica del nostro viaggio attorno al tema di una società rinnovata. E in questo spettacolo da palco termina l’avventura di questi attori non attori alla ricerca di un teatro della realtà, di una nuova forma d’arte che possa mettere insieme piano estetico e contenuto, restituendo il teatro al suo primato: quello dell’immediatezza.

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