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Data:
16.06.2016     
Luogo:
Macerata
Indirizzo:
Viale Trieste, 9, 62100 Macerata MC, Italia
bloomsday

Collettivo ØNAR
con il sostegno di M.A.L.T.E.
presenta

bloomsday
maratona di 18 happening in live streaming Periscope

da Ulysses di James Joyce

ideazione, trattamento ed esecuzione: Giacomo Lilliù, Matteo Lorenzini, Diego Federico Porfiri
performance e materiale testuale: Giacomo Lilliù
interventi musicali: Reesut
regia video per il live streaming: Matteo Lorenzini
a waiter who waits while you wait: Giorgio Sacchini
e con la partecipazione di: Antonio Brizioli, Matteo Compagnucci, Camilla Domenella, Federica Fraticelli, Martello (a.k.a. Davide Pergolesi), Ilaria Mazzieri, Jacopo Strada, Maria Chiara Verdenelli

in collaborazione con Biblioteca comunale Mozzi Borgetti di Macerata
si ringrazia: Museo di Storia Naturale di Macerata, Emergenze e Edicola 518, birreria Il Pozzo, Lord Bio, Circolo DAM

i 18 happening di bloomsday sono disponibili su https://periscope.tv/CollettivoONAR

"Bloomsday" è il nome della festa che cade ogni 16 giugno, in corrispondenza della data che James Joyce scelse per ambientare il suo Ulisse. Per l'occasione, in tutto il mondo si tengono iniziative e rievocazioni dedicate a uno dei capolavori del Novecento. Collettivo ØNAR ha partecipato alle celebrazioni dell'edizione 2016, chiamando proprio bloomsday un evento sperimentale di circa 20 ore complessive.
Per tutto l'arco della giornata, alcuni membri del Collettivo si sono mossi in luoghi pubblici e privati tra Macerata e Civitanova Marche per realizzare 18 happening. Ciascuno di questi episodi si è basato su un diverso capitolo del romanzo, svolgendosi cronologicamente agli stessi orari indicati da Joyce e assumendo la forma di un particolare stile performativo (tra cui, in ordine sparso: reality show, reading teatrale, concerto musicale, ballo di gruppo, videoselfie, dibattito letterario).
Tutti i 18 happening sono stati trasmessi in diretta web attraverso l'account Periscope del Collettivo (@CollettivoONAR), permettendo non solo al pubblico occasionale che si è trovato in loco, ma anche agli spettatori di tutto il mondo di assistere e interagire.
bloomsday è un gioco che si diverte a condividere l'esuberanza dell'Ulisse con il pubblico globale di internet, rendendolo parte di una lunga giornata che, come ogni altra, è continuamente in bilico tra banalità e assurdità, routine ed epifania: una modalità inedita di quel dialogo diretto e dissacrante con i modelli aurei (Omero per Joyce, Joyce stesso per noi) a cui T. S. Eliot diede il nome di Metodo Mitico, indicandolo come la via maestra per comprendere meglio l'"immenso panorama di futilità e anarchia che è la storia contemporanea".

Categoria Teatro | Visualizzazioni 1077

NELLA GIUNGLA DELLE CITTA'. L'IRRUZIONE DEL REALE. 1


Anche nell’era della rivoluzione mediatica, l’arte continua a indagare il mondo reale. Il teatro poi permette di rappresentare la complessità umana attraverso la moltiplicazione dei punti di vista. “Il destino dell’uomo è l’uomo” sosteneva Brecht, nell’intento di capire e far capire azioni umane, pulsioni e istanze a esse sottese.
E’ con questi presupposti che sono partiti i tre gruppi teatrali Jungle People, esperimenti laboratoriali con immigrati e migranti, impegnati in una vera e propria palestra di democrazia attraverso lo studio de Nella giungla delle città, un lavoro di Bertolt Brecht sulla natura antagonista dell’essere umano.
ll primo appuntamento, a Senigallia, è un lavoro site specific e itinerante espressamente concepito nelle stanze della Rocca Roveresca, con le sue suggestive atmosfere. Le voci dei testimoni che raccontano le loro storie si intrecciano qui a modelli narrativi classici in un’esperienza immersiva ambientata in uno spazio labirintico che allude al grande meccanismo della Storia e al suo rapporto perverso con il singolo.

NELLA GIUNGLA DELLE CITTA'. L'IRRUZIONE DEL REALE. 2


Nella giungla delle città. L’irruzione del reale prende a pretesto il lavoro del drammaturgo tedesco per avviare un confronto a partire dal principio di universalità che è il fondamento della civiltà europea. La comprensione dell’altro come depositario di regole e valori differenti comporta necessariamente una messa in discussione del proprio punto di vista, un problema di coscienza e di diritto: una polarizzazione in cui legge e comandamento morale sono contrapposti. In un clima esacerbato in cui il tema dell’incontro con l’altro si trasforma di giorno in giorno nella sua variante più aggressiva di conflitto con l’altro, riaffiora la necessità di affrontare il tema della tolleranza.
Nel secondo momento del lavoro, proporrà uno spettacolo popolare, non a caso collocato nella magnifica cornice di Piazza Federico II, simbolo della vicenda federiciana e della sua visione di governo sovranazionale e multiculturale. Qui il gioco scenico prende a prestito le forme e i colori del mercato, della piazza, della festa e del carnevale in una rappresentazione del mondo esagerata e muscolare, vitalistica e disperata, in un dialogo fatto di voci, corpi, impulsi che spingono alla riformulazione di una sorta di oggettività post-culturale, umana, appunto.

 

NELLA GIUNGLA DELLE CITTA'. L'IRRUZIONE DEL REALE. 3


Gli immigrati dei nostri territori vivono una condizione di separazione. Pur abitando nei nostri quartieri, essi vengono guardati con sospetto: nelle città crescono muri invisibili. Il loro desiderio di raccontarsi trova raramente spazio. Isolamento e ghettizzazione ostacolano naturali processi di conoscenza reciproca, alla base di ogni politica di inclusione. E’ per questo che le azioni sceniche sono state espressamente ideate per siti di alto valore estetico e simbolico, così da articolare una drammaturgia spaziale che, nel presentare tre elementi architettonici classici (il castello, la piazza e la porta), connota l’azione intrapresa come paradigmatica di una nuova città ideale, aperta, accogliente.
Il terzo dei tre appuntamenti ha trovato collocazione all’interno della struttura del lazzaretto, nella Mole vanvitelliana: spazio ampio e circoscritto al tempo stesso, sorta di castello sotto il cielo, che ben esprime l’idea sintetica del nostro viaggio attorno al tema di una società rinnovata. E in questo spettacolo da palco termina l’avventura di questi attori non attori alla ricerca di un teatro della realtà, di una nuova forma d’arte che possa mettere insieme piano estetico e contenuto, restituendo il teatro al suo primato: quello dell’immediatezza.

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