Contatore accessi gratis WISE / ROMANZO DI FORMAZIONE EUROPA OVVERO LA POLITICA INSEGNATA A MIO NIPOTE / CAPITOLO I
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Data:
12.04.2016     
Orari:
11:00-13:00
Luogo:
ITAS Monna Agnese - Siena (SI)
Indirizzo:
Via del Poggio, 16, 53100 Siena SI, Italy

In collaborazione con FTS
Orari (non definitivi) 11.00

di Sonia Antinori
Regia, scene e costumi Heidrun Kaletsch & Sonia Antinori

con

Desirée Domenici
Giacomo Lilliù
Giulia Salvarani

e con

Mauro Maggini/Eugenio Pacchioli e Loredana Barbanera

Light Design Francesco dell'Elba
Sound Design Slate
Grafica video Francesca Pavoni
Tecnico Angelo Cioci

Organizzazione Michela Cavaterra

Si ringraziano gli attori del WISE Project Roberta Biagiarelli, Andrea Caimmi e Fausto Caroli,
Lilli Gallo e Ubaldo Mengani, i trainer del laboratorio Teresa Cavaterra e Laura Pontoni,
i testimoni WISE di Italia, Germania, Polonia e Regno Unito,
Compagnia Brand Berlino, NUR Foundation di Łódź, Cardiff University, Babelia & C. e tutti gli enti collaboratori tra cui: A.M.A.T., Regione Marche, Teatro Menotti di Milano,
Corte Ospitale di Rubiera (RE), Festival 48 Stunden Neukölln, British Council e Goethe Institut.


Nino era comunista, Franco era comunista, Loredana figlia di un comunista, Maria Grazia figlia di un repubblicano, Angelo era socialista figlio di socialista, Oreste socialdemocratico, Benito sindacalista CISL, Lilli radicale, Linda antifascista, Piero democristiano, Giambattista democristiano, Giancarlo era missino.  

In principio era la Politica. Poi la radicalizzazione ha disintegrato le speranze, le distopie hanno sostituito le utopie, la storiografia ha celebrato la fine della Storia, la Democrazia è stata  contraddetta, il concetto di Politica saltato.

W.I.S.E. (SAGGIO) è un progetto europeo finanziato dal Programma LLP Grundtvig e nato da un  confronto europeo su questi temi. Dal 2013 al 2015 oltre sessanta testimoni delle generazioni centrali del Novecento in quattro paesi scelti in base alla loro rappresentatività geografica (Italia, Germania, Gran Bretagna, Polonia) sono stati coinvolti in un percorso di riflessione sulla loro biografia politica. I testi dei dodici capitoli de La Politica insegnata a mio nipote sono basati sui materiali raccolti.

Le storie dei testimoni inquadrano momenti storici che sottolineano il percorso della Democrazia in scala europea. La prospettiva dei protagonisti consente di scendere dietro le apparenze della Storia ufficialmente tramandata, per indagare i nessi e gli effetti che le scelte dei singoli inevitabilmente comportano.

Il primo dei dodici capitoli, Il mattino ha l'oro in bocca, è dedicato all'Italia e racconta la generazione dei bambini di guerra, nati all'ombra dell'Impero e cresciuti nell'idea di un'Europa come garanzia di una nuova epoca di pace. Ma le personali tensioni di miglioramento di questi ultimi protagonisti del Novecento sono balbettate da un gruppo di ragazzi di oggi in crisi di fronte alla generale disgregazione, mentre la coppia dei testimoni resta a guardare.

Categoria Teatro | Visualizzazioni 459

NELLA GIUNGLA DELLE CITTA'. L'IRRUZIONE DEL REALE. 1


Anche nell’era della rivoluzione mediatica, l’arte continua a indagare il mondo reale. Il teatro poi permette di rappresentare la complessità umana attraverso la moltiplicazione dei punti di vista. “Il destino dell’uomo è l’uomo” sosteneva Brecht, nell’intento di capire e far capire azioni umane, pulsioni e istanze a esse sottese.
E’ con questi presupposti che sono partiti i tre gruppi teatrali Jungle People, esperimenti laboratoriali con immigrati e migranti, impegnati in una vera e propria palestra di democrazia attraverso lo studio de Nella giungla delle città, un lavoro di Bertolt Brecht sulla natura antagonista dell’essere umano.
ll primo appuntamento, a Senigallia, è un lavoro site specific e itinerante espressamente concepito nelle stanze della Rocca Roveresca, con le sue suggestive atmosfere. Le voci dei testimoni che raccontano le loro storie si intrecciano qui a modelli narrativi classici in un’esperienza immersiva ambientata in uno spazio labirintico che allude al grande meccanismo della Storia e al suo rapporto perverso con il singolo.

NELLA GIUNGLA DELLE CITTA'. L'IRRUZIONE DEL REALE. 2


Nella giungla delle città. L’irruzione del reale prende a pretesto il lavoro del drammaturgo tedesco per avviare un confronto a partire dal principio di universalità che è il fondamento della civiltà europea. La comprensione dell’altro come depositario di regole e valori differenti comporta necessariamente una messa in discussione del proprio punto di vista, un problema di coscienza e di diritto: una polarizzazione in cui legge e comandamento morale sono contrapposti. In un clima esacerbato in cui il tema dell’incontro con l’altro si trasforma di giorno in giorno nella sua variante più aggressiva di conflitto con l’altro, riaffiora la necessità di affrontare il tema della tolleranza.
Nel secondo momento del lavoro, proporrà uno spettacolo popolare, non a caso collocato nella magnifica cornice di Piazza Federico II, simbolo della vicenda federiciana e della sua visione di governo sovranazionale e multiculturale. Qui il gioco scenico prende a prestito le forme e i colori del mercato, della piazza, della festa e del carnevale in una rappresentazione del mondo esagerata e muscolare, vitalistica e disperata, in un dialogo fatto di voci, corpi, impulsi che spingono alla riformulazione di una sorta di oggettività post-culturale, umana, appunto.

 

NELLA GIUNGLA DELLE CITTA'. L'IRRUZIONE DEL REALE. 3


Gli immigrati dei nostri territori vivono una condizione di separazione. Pur abitando nei nostri quartieri, essi vengono guardati con sospetto: nelle città crescono muri invisibili. Il loro desiderio di raccontarsi trova raramente spazio. Isolamento e ghettizzazione ostacolano naturali processi di conoscenza reciproca, alla base di ogni politica di inclusione. E’ per questo che le azioni sceniche sono state espressamente ideate per siti di alto valore estetico e simbolico, così da articolare una drammaturgia spaziale che, nel presentare tre elementi architettonici classici (il castello, la piazza e la porta), connota l’azione intrapresa come paradigmatica di una nuova città ideale, aperta, accogliente.
Il terzo dei tre appuntamenti ha trovato collocazione all’interno della struttura del lazzaretto, nella Mole vanvitelliana: spazio ampio e circoscritto al tempo stesso, sorta di castello sotto il cielo, che ben esprime l’idea sintetica del nostro viaggio attorno al tema di una società rinnovata. E in questo spettacolo da palco termina l’avventura di questi attori non attori alla ricerca di un teatro della realtà, di una nuova forma d’arte che possa mettere insieme piano estetico e contenuto, restituendo il teatro al suo primato: quello dell’immediatezza.

Contatti

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Partita Iva: 02661771200
email: info@maltezoo.eu

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